
Abbiamo avuto l’opportunità di testare a lungo le Ananda Unveiled, uno dei nuovi modelli della serie Unveiled di casa Hifiman. Eravamo piuttosto curiosi, avendo anche avuto modo di parlarvi, anni fa, della precedente versione Ananda, e dobbiamo dire che le tantissime novità introdotte hanno cambiato radicalmente le performance sonore del modello, non solo il suo aspetto. La prova, possiamo quindi anticiparvelo, si è rivelata molto interessante.Iniziamo con l’inquadrare il nuovo modello. Parliamo di un dispositivo di fascia entry/media, con un prezzo che al momento si aggira, in Italia, attorno alle 570 euro, e non possiamo fare a meno di notare che il tempo che passa, almeno sul fronte della tecnologia audio, porta con sé notevoli vantaggi: stesso prezzo, all’incirca, della versione precedente, ma dispositivo assai più moderno e tecnologicamente avanzato.

Parliamo di cuffie magnetoplanari, e come sempre per questa tipologia di dispositivi il peso è rilevante, anche se in questo caso non estremamente elevato: 449 grammi. Le cuffie hanno una sensibilità di 93 dB, con una risposta in frequenza di 5Hz-55kHz.
Hifiman mette subito in chiaro che il modello è stato raffinato presentandocelo in maniera assai raffinata, per l’appunto: le cuffie aperte vengono spedite in scatolo classico ma, oltre al consueto cavo di serie ma di buona qualità, abbiamo dei bei sacchetti di velluto, addirittura quattro, due che avvolgono i padiglioni e due che contengono i copripadiglioni (definiti veli magnetici). Questi copripadiglioni a cosa servono? Domanda più che legittima. Servono a proteggere i driver delle Ananda Unveiled quando non vengono usate, a metterle al riparo non tanto dalla polvere quanto da altri campi magnetici che potrebbero essere presenti nell’ambiente.
A livello estetico le nuove Ananda sono veramente spettacolari. L’esterno dei padiglioni è in metallo grigioargentato finemente traforato con la parte centrale in cui si presenta la nuova soluzione tecnico-architettonica ideata da Hifiman per la linea Unveiled. La fattura dei prodotti della ditta è sempre buona ma qui ci sembra anche migliore del solito per i prodotti della fascia: finiture e dettagli sono al top e la nuova banda traforata (più leggera della precedente, e meno male, se possibile contenere il peso è sempre bene farlo), posta prima dell’archetto, ci ha pienamente convinti. Non in senso estetico, qui, ma in senso pratico: è comoda. È molto comoda e ciò è assai importante per permettere lunghe sessioni di ascolto con delle cuffie di un certo peso.

Hifiman ha lavorato sul suo diaframma nanometrico, già punto di vanto negli anni passati, e in questo modello implementa il Neo Supernano di seconda generazione, che riduce ulteriormente lo spessore del 60%. La nuova tecnologia Unveiled, impiegata in primo luogo nella Susvara, lavora in un’ottica di riduzione di riflessi e rifrazioni delle onde sonore con l’obiettivo di restituire un suono più puro.
Alle tante differenze col vecchio modello già citate va aggiunto anche l’utilizzo degli Enhanced Magnet, ovvero dei nuovi magneti privi di terre rare, altra caratteristica delle ultime cuffie della ditta.
Insomma rispetto alle Ananda Nano le novità sono tante e a dir poco evidenti. Ma queste cuffie, con 22 Ohm di impedenza, maggiore rispetto al precedente modello ma comunque sempre facili da pilotare, sono diverse solo all’occhio o anche all’orecchio? Immaginerete la risposta, ma vediamo di analizzarle nel dettaglio.
Come suonano le Ananda Unveiled
L’implementazione di tecnologie di nuova generazione si sente. La differenza con le Ananda Nano, come anticipato, è davvero grande, anche sotto il profilo della resa sonora. Cos’è migliorato? Be’, sostanzialmente tutto.

Per cominciare la firma sonora è quella Hifiman: suono naturale, più che neutro, molto ben bilanciato tra le varie frequenze. Appena indossate a colpire, prima di ogni altra cosa, sono la capacità di recupero del dettaglio e la scena sonora, largamente migliorata.
Il soundstage non è ampio come in altri modelli di fascia alta della ditta (le ultime Arya) ma l’impressione è quella di avere una buona quantità di spazio in ogni direzione, con una buona gestione della direzionalità del suono, della sua provenienza, e un’ottima collocazione degli strumenti sulla scena sonora.
Ciò, unito a un dinamismo marcato ma non esagerato, e a un ottimo livello di recupero del dettaglio soprattutto nelle medio-alte e nelle alte frequenze, restituisce un sound che potremmo definire, in una parola, musicale. E potremmo aggiungere gradevole, appagante. Non affaticante, data anche la mancanza di spike negli alti.
Con i bassi come andiamo? Bene. Dobbiamo dire che ci sembra di aver notato un lieve ma molto ben accetto boost in alcuni degli ultimi modelli dell’azienda (degli altri vi parleremo nelle prossime settimane). In “Bury a Friend” di Billie Eilish le Ananda Unveiled sembrano capire che è il caso di spingere, ed ecco che si dimostrano pronte, con bassi profondi, ben dettagliati, piuttosto estesi, che riescono a mantenere una certa morbidezza nonostante vengano in un primo istante percepiti come energici. Non sono eccessivamente prominenti: sanno amalgamarsi bene nel resto delle frequenze, che giungono più secche e rapide e sempre dettagliate.

Nelle medie frequenze si nota maggiormente il recupero del dettaglio, la sensazione è quella di un suono chiaro e pulito, si percepiscono più “avanti” rispetto ai bassi; gli alti come detto sono privi di spike e tendono al cristallino, sono molto dettagliati e garantiscono una buona resa delle sfumature delle voci. Le voci sono rese molto bene ma non sono particolarmente prominenti, nei casi di voci isolate la resa è davvero ottima, la voce prende davvero la scena, mentre nei brani in cui abbiamo un forte amalgama di più strumenti e voce e ampio utilizzo dello spettro, l’impressione è che venga fuori maggiormente il lato strumentale. E questo lato strumentale si presenta davvero molto bene, per la separazione tra gli strumenti, il solido posizionamento degli stessi su un soundstage abbastanza ampio, il dinamismo e la già citata musicalità espressa da queste cuffie.

Ci siamo divertiti a metterle alla prova e le nuove Ananda non temono di essere testate; al contrario, tirano fuori molta grinta quando vengono nutrite con del rock tosto o dell’elettronica ricca di bassi, fanno valere il loro dinamismo nei brani con molti strumenti, ci dimostrano che sanno prendersi cura delle voci quando qualcuno (come un Freddy Mercury) prende la scena. E questa loro versatilità e capacità di risposta è uno dei motivi per cui siamo rimasti così colpiti da questo “aggiornamento” di modello che sinceramente definire “aggiornamento” è troppo poco.
Come accoppiamenti vi consigliamo caldamente EF600 o anche EF400, con cui, parimenti, suonano benissimo per la loro fascia, sebbene chiaramente non sfigurino nemmeno con DAC/ampli lievemente meno costosi o anche più tendenti all’analitico.
Se siete proprietari del precedente modello e state valutando il passaggio alle Ananda Unveiled quindi ribadiamo che sì, ne vale assolutamente la pena, se invece siete indecisi tra le Nano e le Unveiled possiamo dirvi che la differenza di prezzo è consistente (oggi le Nano si aggirano attorno ai 330 euro), quindi il discorso è diverso. Dipende dal vostro budget. Se potete permettervi le Unveiled, vi consigliamo di fare lo sforzo, poiché il gioco vale la candela e perché il modello resterà valido e appagante per anni.
In conclusione, queste nuove Ananda, punto d’ingresso in termini di prezzo nella nuova serie Unveiled, hanno un invidiabile rapporto qualità/prezzo, sono musicali, vivaci e versatili, riescono a brillare con molti generi, sono costruite con grande cura e si presentano anche molto bene. Il nostro giudizio finale? Promosse a pieni voti.





Voi cosa ne pensate?