
Parliamo oggi del Neo iDSD 2 di casa iFi, un DAC/amplificatore per cuffie di fascia medio alta con un bel design, una considerevole versatilità (inclusa la possibilità di connessione Bluetooth lossless) e caratteristiche tecniche di tutto rispetto, uscito nell’ultima parte del 2023 con un costo che in Italia si aggira attorno ai 900 euro. Nel corso degli anni abbiamo testato un ampio numero di dispositivi di iFi e premettiamo fin da ora che il Neo iDSD 2 è uno di quelli che ci hanno impressionati di più.
Il dispositivo viene venduto in uno scatolo con sovracopertina colorata e tanti scatolini all’interno in cui sono disposti i vari cavi e accessori, tra cui il telecomando, pila inclusa. L’iDSD 2 si presenta con alimentatore di qualità iFi iPower, un cavo RCA e un cavo di connessione USB (piuttosto corto, a dire il vero), nonché un’utile base in alluminio che permette l’orientamento del dispositivo anche in verticale, base fatta bene, gommata all’interno, il dispositivo piazzato sulla base non si muove di un millimetro. Il Neo iDSD 2 può quindi essere piazzato sulla scrivania o sul mobile delle elettroniche sia in orizzontale che in verticale, e il display andrà a orientarsi in automatico di conseguenza. La scocca è tutta in alluminio lavorato e ben rifinito a eccezione di un angolo coperto in plastica dura, immaginiamo per una migliore ricezione del segnale BT.
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Presentazione
Il dispositivo monta un DAC Burr Brown a quattro canali con decodifica nativa PCM e DSD fino a 768kHz e DSD512, con possibilità di decodifica dei file MQA fino a 384k.
Per dare un’idea della versatilità dell’apparecchio si può pensare di usare il Neo iDSD 2 come ampli/DAC per cuffie di fascia medioalta, come DAC collegandolo a un altro amplificatore, o come DAC e preampli per un finale di potenza o per dei diffusori amplificati. A ciò si aggiunge la già citata possibilità di utilizzare il Bluetooth. iFi, senza falsa modestia, lo propone come “the world’s first lossless Bluetooth DAC/Amp”, affermazione che si basa sulla possibilità per il dispositivo di supportare il nuovo codec Bluetooth aptX Lossless. Chiaramente si tratta di un vero fiore all’occhiello per questo apparecchio e una spia dell’alta (davvero alta) qualità dello streaming dati tramite Bluetooth che è in grado di garantire, naturalmente non solo grazie al supporto al suddetto codec, ma anche al resto delle componenti hardware montate dal Neo iDSD 2.
Chiaramente questo è un fattore che attirerà l’interesse di chi vuole sfruttare il Bluetooth, ma attenzione a considerarlo un dispositivo destinato solo a quella fruizione: come già accennato, si tratta di un apparecchio versatile che anche chi preferisce la connessione cablata dovrebbe considerare.
Altro fattore che è d’obbligo riportare subito è il clamoroso balzo di potenza che il modello propone rispetto al suo predecessore: il Neo iDSD 2 ha una potenza di output di 5,551 mW a 32 ohm, il che sostanzialmente quintuplica l’output della versione precedente, rendendolo adatto a pilotare anche cuffie particolarmente energivore. L’apparecchio non è uno di quei dispositivi su cui friggere le uova, al contrario, scalda davvero pochissimo.
Come spesso accade per i dispositivi iFi, il design è molto curato: il pannello frontale troviamo una manopola sensibile e piacevole al tatto (pressione veloce della manopola per impostare velocemente il “mute”), un look complessivamente raffinato è un display chiaramente leggibile e di qualità, di cui volendo si può cambiare il livello di luminosità. Sul fronte abbiamo la possibilità di connettersi tramite spinotti 6.35 e 4.4mm per cavi bilanciati. Sempre sul fronte troviamo dei pulsanti posizionati “a croce”, con al centro quello d’accensione, a sinistra quello per l’attivazione dell’XSpace, a destra quello per l’attivazione dell’XBass II, in alto il pulsante per la selezione degli input (USB, BT, coassiale, ottico, linea, automatico) e per eseguire il pairing del Bluetooth (che funziona come per tutti gli altri dispositivi BT, quindi niente di difficile), e sotto quello dedicato al guadagno. Attenzione allo switch del guadagno, davvero ben fatto, con quattro possibili impostazioni che permettono dei cambi importanti ma al contempo sensibili. Ottimo lavoro su questo punto da parte di iFi, che non si è limitata al classico switch tra Low e High Gain.
L’apparecchio è anche provvisto dell’IEmatch adoperato in diversi modelli della ditta, qui impiegato in modalità automatica, senza levetta fisica per l’attivazione: si tratta di una tecnologia proprietaria di iFi che permette di ridurre l’hiss, il sibilo di certe cuffie ad alta sensibilità.
Si tratta di un dispositivo multifunzione che può benissimo pilotare cuffie di fascia medio alta e alta al contempo può essere sfruttato per la decodifica analogico digitale di un segnale da trasmettere a dei diffusori, che presenta miglioramenti davvero significativi rispetto alla variante precedente, e pertanto consigliamo caldamente agli appassionati che hanno messo gli occhi su questo modello di spingersi un poco più su con il budget, poiché l’iDSD 2 è notevolmente migliore dell’iDSD 1.
Prima di passare a esaminare come suona il dispositivo, dobbiamo parlarvi di diverse altre funzioni integrate (non scherzavamo quando dicevamo che l’iDSD 2 è pieno di funzioni). Se siete degli amanti dei dispositivi iFi sapete già di cosa parliamo quando nominiamo l’XSpace e l’Xbass II: la prima funzione amplia il soundstage, incide sulla sensazione spaziale del palcoscenico sonoro, e a nostro giudizio è in grado di rendere particolarmente “magici” i brani con voci soliste e pochi strumenti; la seconda serve a dare più peso, prominenza e hit alle basse frequenze. Naturalmente l’utilizzo o meno di tali filtri dipende da cosa si ascolta e dai gusti personali, noi abbiamo ascoltato senza filtri per la maggior parte del tempo, ma in certi casi l’attivazione di una funzione o dell’altra rende più movimentati, curiosi e divertenti gli ascolti, e per determinati generi ci sembra proprio necessario attivare dei filtri per tirare fuori il massimo dall’apparecchio, pompando un po’ i bassi o lasciando vibrare più in largo e più a lungo le note in un palcoscenico sonoro più ampio. Se queste personalizzazioni vi piacciono, sappiate che l’XBass è impostabile su più livelli e può essere combinato all’XSpace, quindi ci si può sbizzarrire con le customizzazioni sonore a portata di pulsante.I filtri non finiscono qui, poiché c’è anche la possibilità di switchare fra quattro diversi filtri della decodifica analogico-digitale: bit-perfect, normale, Minimum Phase e GTO (Gibbs Transient Optimised). Noi abbiamo preferito la prima per restare su una riproduzione orientata alla fedeltà al file di alta qualità d’origine. Le differenze tra le opzioni appaiono sottili, nondimeno vi invitiamo a sperimentarle.
Citiamo inoltre la possibilità di collegare il Neo iDSD 2 a un clock esterno, per chi ce l’ha, la possibilità di sincronizzare il livello di volume al dispositivo al quale si connette l’apparecchio e quella di comandarlo a distanza con lo smartphone scaricando l’app Nexis.
Per una mappa delle connessioni sul retro vi riportiamo l’immagine esplicativa del manuale incluso nella confezione.
Come suona il Neo iDSD 2
Ci sembra infine il caso di abbandonare la disamine di caratteristiche tecniche e funzioni per parlarvi, infine, di come suona il Neo 2. Se avete familiarità col sound iFi non tarderete a riconoscerlo: il timbro è neutro, pulito, fedele, forse proprio un filo tendente al caldo, ma parliamo di una colorazione minima. Data la polifunzionalità del dispositivo, il Bluetooth lossless e le tante funzioni ci si potrebbe aspettare una resa sonora buona ma non eccelsa, e invece anche la resa sonora è eccellente, ed è per questo che in apertura abbiamo premesso di essere rimasti impressionati dalla qualità complessiva del dispositivo.

L’utilizzo in funzione di solo DAC con diffusori e altri ampli ci sembra suggerire che tra lo stadio di amplificazione e quello di decodifica sia proprio quest’ultimo a far brillare in maggior misura il dispositivo. Se pensate di adoperarlo come DAC+ampli per cuffie, ma di poter anche sfruttare in altre situazioni il suo DAC, pertanto, non rimarrete delusi dall’utilizzo secondario come DAC di accompagnamento ad altri amplificatori.
Tornando alle performance con le cuffie, considerando le impostazioni base non filtrate (filtro DAC bit-perfect, no XSpace e no XBass) con cavo bilanciato si evidenzia una gentilezza leggermente calda del suono molto piacevole. Rimarchevole è l’equilibrio tra le frequenze e un certo effetto “smooth” complessivo: i bassi sono presenti e piuttosto dettagliati, estesi ma non troppo, non prominenti comunque; le medie frequenze appaiono corpose ma sempre controllate e dettagliate, e non abbiamo mai colto spike fastidiose negli alti, in cui si tende alla pulizia più che a ogni altra cosa.
La fruizione ideale di questo apparecchio è legata all’interazione con lo stesso, noi crediamo. Se troppa gentilezza sonora non vi aggrada, aggiungete al contempo XBass e XPresence e avrete più profondità e ampiezza di scena e bassi che picchiano più duro (e con l’XBass al massimo picchiano). Se volete passare dall’ascolto di un album di cantautorato italiano in modalità rilassata/neutra a un album rock, attivate i filtri e la vostra testa comincerà a oscillare avanti e indietro sospinta da un sound di colpo più vibrante e potente.
Abbiamo testato il Neo 2 con diverse cuffie, principalmente Grado e Hifiman e possiamo dirvi che ci sembra dare il massimo con cuffie che ne assecondano la natura dettagliata e precisa. La nostra accoppiata preferita è stata con le Arya Stealth V3, che il dispositivo iFi pilota con ottima sinergia, plasmandone il suono a seconda delle funzione attivate, passando da una musicalità estremamente equilibrata in versione “no filters” a un’aggressività secca e netta alquanto curiosa per le Arya.
Per quanto riguarda la potenza confermiamo che ora il Neo iDSD può pilotare tante cuffie difficili, ma dovrete comunque fare attenzione ad accoppiate con cuffie “monstre”, per fare un esempio, anche se riesce a tirare fuori un volume più che sufficiente dalle HE6se V2 (di cui vi abbiamo parlato qui, delle bestiacce energivore, sonoramente magnifiche per il loro prezzo ma alquanto riottose) in casi molto particolari come questi potrebbe servire un apparecchio ancora più potente per un pilotaggio più sicuro e disteso (tipo l’EF600).

Conclusioni
Il Neo iDSD 2 segna un notevole passo avanti rispetto alla versione precedente. Può essere adoperato in più modi, sebbene quello d’elezione resti in accoppiate con delle cuffie di fascia medio-alta, ha possibilità di connessione Bluetooth semplicemente al top, è ben costruito e rifinito e soprattutto, suona molto bene. Di base presenta il sound iFi e risulta molto musicale, gradevole, dettagliato, rilassante e adatto a lunghi ascolti, ma grazie ai filtri ora integrati, è capace di tirare fuori le unghie per delle riproduzioni più grintose e d’impatto, risultando adatto all’ascolto di tutti i generi. Il costo non è basso e il cavo USB in dotazione poteva essere più lungo, ma davvero un ottimo lavoro da parte di iFi: il Neo iDSD 2 è promosso a pieni voti.








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