
Dopo tre anni iFi presenta sul mercato una nuova versione del suo popolare DAC e ampli per cuffie, lo Zen DAC v3. Il prezzo è aumentato di un filo (siamo passati da circa 200 euro a 229 euro, costo della versione V3 al momento in cui scriviamo), mentre le migliorie al dispositivo sono piuttosto considerevoli.
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Recensione Zen DAC v3: presentazione
Chi ha familiarità con lo Zen DAC v2 riconoscerà subito il modello, che all’occhio si presenta come una versione più rifinita e più cool della precedente. Abbiamo sempre uscita bilanciata e sbilanciata sul fronte, Power Match e funzione XBass, oltre alla manopola del volume, e sul retro input per l’alimentazione, uscite RCA, selettore modalità fissa o variabile (la prima per l’ascolto in cuffia o con altoparlanti amplificati, la seconda per collegamento ad altro ampli o receiver, e connessione USB C.
Balza all’occhio il balzo in avanti nelle specifiche tecniche legato al supporto per i file PCM fino a 32-bit/768 kHz e per i file DSD 512, mentre la versione precedente “viaggiava” su PCM a 32-bit/384kHz e DSD256; di queste migliorie avremo modo di parlare più avanti.
Nello scatolo di casa iFi oltre all’apparecchio, come detto molto abbellito rispetto alla versione precedente, poiché anche l’occhio vuole la sua parte, troviamo un cavo USB C, un cavo RCA e un adattatore jack da 3.5 a 6.35mm, oltre a manuale dell’utente, foglietto illustrativo e tipico sticker iFi.
Per chi non lo conoscesse, ricordiamo che il precedente modello, lo Zen DAC v2, ha vinto quattro volte di fila il What Hi-fi Award per la categoria ampli per cuffie sotto i 200 euro, ed è giustamente noto anche al grande pubblico come un dispositivo dall’ottimo rapporto qualità prezzo. Gli anni passano, nondimeno, e un aggiornamento dell’ampli era d’obbligo, eccoci quindi allo Zen DAC v3: più ricercato nel look e con un hardware più importante, che permette una decodifica dei file di ordine superiore (file a qualità lossless, si intende).
Abbiamo provato la versione precedente appena uscita, ormai diversi anni fa, e abbiamo continuato ad adoperarla volentieri per testare un gran numero di cuffie di fascia entry o entry/media, eravamo pertanto piuttosto curiosi di scoprire quanto fosse migliorato il dispositivo.
Come di consueto per questo prodotto, abbiamo la possibilità di alimentare il device attraverso lo stesso cavo USB che si occupa della trasmissione dati, tuttavia consigliamo a tutti di investire qualcosa nell’acquisto di un alimentatore dignitoso in modo da affidare l’alimentazione a quest’ultimo, connettendolo all’input sul pannello posteriore, per lasciare che il cavo dati si occupi solo dei dati. L’opzione scontata sarebbe quella di abbinare allo Zen DAC v3 l’iFi iPower2, ma se volete arrangiarvi con altri alimentatori, è comunque preferibile utilizzare un alimentatore separato.
Il segnale viene processato da un chip XMOS a 16 core di ultima generazione, senz’altro una validissima scelta per un dispositivo di questa fascia di prezzo, che si affida per la decodifica a un chipset Burr-Brown, e vale la pena di sottolineare come l’architettura di costruzione del chip DAC Burr-Brown impiegato, denominata True Native, preveda percorsi separati per PCM e DSD, il che permette a entrambi una conversione bit-perfect. Anche lo standard MQA è supportato fino a 384 kHz, nessun problema quindi per chi è abituato (o vuole abituarsi) ad ascolti MAQ attraverso Tidal, Roon o simili servizi.
Vi abbiamo parlato in tante occasioni dei filtri messi a disposizione sui dispositivi di casa iFi; in questo caso abbiamo l’immancabile, potremmo ormai dire, XBass, il filtro che aumenta il punch delle basse frequenze, le porta avanti, permettendo di avere più spinta sui bassi con il solo tocco di un pulsante. Un settaggio operabile al volo che permette di godere meglio di alcuni brani carichi sulle basse frequenze, oppure, se si amano le basse frequenze in generale, di ascoltare musica tramite lo Zen DAC v3 mantenendo sempre un settaggio leggermente sbilanciato in favore di queste.
Le due differenze principali in termini di costruzioni e finiture sono la manopola del volume, migliorata nella v3, più pesante e precisa, sempre contornata da LED colorati, e la connessione tramite USB, che è diventata di tipo USB-C.

Ecco il quadro delle specifiche tecniche del modello:
Input: USB Type-C
Formati
- PCM (768/705.6/384/352.8/192/176.4/96/88.2/48/44.1kHz)
- DSD (512/256/128/64)
- DXD (768/705.6/384/352.8kHz)
- MQA (Decoder)
- DAC: Bit-Perfect DSD & DXD DAC by Burr Brown
Output Power
Balanced: 4.4mm 2V / 6.2V max. (variable); 4.2V fixed
Single-Ended: RCA 1V / 3.3V max. (variable); 2.1V fixed
Output Impedance: Balanced 4.4mm ≤200Ω; Single-Ended RCA ≤100Ω
SNR: ≥ 113dBA @ 0dBFS
DNR: ≥ 113dBA @ 0dBFS
THD+N: Balanced 4.4mm <0.0015% @ 0dBFS; Single-Ended RCA <0.003% @ 0dBFS
Max.^ Output Power
Balanced: 4.4mm >70mW @ 600Ω; >300mW @ 32Ω
Single-Ended: 6.35mm >18mW @ 600Ω; >210mW @ 32Ω
RMS Output Power
Balanced: 4.4mm >390mW @ 64Ω
Single-Ended: 6.35mm >210mW @ 32Ω
Output impedance: ≤1Ω
SNR: ≥ 109dBA @ 0dBFS (6.2V 4.4mm / 3.3V 6.35mm)
DNR: ≥ 109dBA @ 0dBFS (6.2V 4.4mm / 3.3V 6.35mm)
THD+N: Balanced 4.4mm <0.005% (2V @ 600 Ω); Single-Ended 6.35mm <0.013% (1.27V @ 32Ω)
Frequency Response: 5Hz – 90kHz (±3dB)
Power supply requirement: USB-C or DC 5V/0.5A (centre +ve)
Power consumption: No Signal ~0.5W; Max Signal ~2.5W
Dimensioni: 158 x 115 x 35mm
Peso: 456g
Come suona lo Zen DAC v3

Il sound riprodotto è tendenzialmente neutro con una lievissima tendenza al caldo. Davvero notevole è il nitore della riproduzione, una gran pulizia, un’ottima separazione degli strumenti e una capacità di recupero del dettaglio a volte sorprendente, considerando che siamo poco sopra i 200 euro come fascia di costo.
Caratteristica molto apprezzabile è la velocità e la capacità di gestire bene scene complesse ed effetti sonori che si spostano da un canale all’altro. La scena sonora è piuttosto ampia rispetto ad altri dispositivi della concorrenza, pur restando entro i limiti della fascia entry. Il soundstage è impreziosito da un equilibrato e realistico piazzamento degli strumenti sul palcoscenico. Nel complesso anche la musicalità è molto gradevole, e gli ascolti che ne derivano (tendenzialmente, dato quanto possono variare in base alla cuffia abbinata) non stancano: l’equilibrato timbrico del dispositivo ben si presta ad ascolti molto prolungati.

I bassi sono ben dettagliati e correttamente presenti nel mix di frequenze, non troppo spinti né prominenti, ma presenti, e grazie al buon dettaglio, loro reale punto di forza, il loro irrompere sulla scena si fa apprezzare. Per i nostri gusti la riproduzione di queste frequenze va più che bene come da impostazioni di default, e abbiamo attivato la funzione XBass solo nell’ascolto di pezzi rock o elettronici in cui eravamo particolarmente desiderosi di sentire i bassi picchiare con più forza e in maggior quantità.
Le frequenze medie vengono fuori chiare, pulite e dettagliate, come anche gli alti, gestiti senza spike fastidiose, con le voci riprodotte in modo particolarmente naturale e melodioso, uno dei punti su cui si sente la differenza con la precedente versione, e un vero fiore all’occhiello per questo device, il tutto entro un soundstage realistico, come detto, con la possibilità di apprezzare il risuonare delle note vocali nel silenzio, in determinati brani.
Come per la precedente versione un’accoppiata che funziona molto bene per un impiantino da 500 euro circa, è quello con le Sundara v2 di casa Hifiman. A riprova dell’ottimo lavoro svolto dalle due aziende nel rinnovare alcuni dei loro modelli di punta, nonostante siano passati alcuni anni, la combo Zen DAC + Sundara resta, a oggi, a nostro parere, una delle migliori soluzioni in assoluto restando nella fascia di budget dei 500 euro.

Confronto con la versione precedente
È chiarissimo che lo Zen DAC v3 si basi fortemente sulla versione precedente. Il confronto con mini impianti affiancati Zen DAC v2 vs Zen DAC v3 lo rende particolarmente evidente: sono fratelli, con la differenza che il nuovo modello risulta lievemente più dettagliato e con un soundstage lievemente più spazioso, alla presa con decodifiche lossless, e abbiamo molto apprezzato la migliore resa delle voci, leggermente più prominenti, ancora più naturali e dettagliate, che rendono più godibili i brani dove il cantato viene messo in risalto. È chiaro che per chi vuole ascoltare musica sfruttando il supporto del nuovo dispositivo per i file PCM fino a 32-bit/768 kHz e per i file DSD 512 la nuova versione è caldamente consigliata.
Le trenta euro di differenza tra le due versioni ci spingono a consigliare senza dubbio l’acquisto della nuova: a fronte di una così piccola escursione economica si acquista un DAC/ampli per cuffie dalle prestazioni migliori e che resterà al passo con i tempi, nella fascia entry, per diversi anni a venire.
Conclusioni
Potremmo dire, in estrema sintesi, lo Zen DAC v2 è morto, lunga vita allo Zen DAC v3. L’aggiornamento di iFi ha colpito nel segno, con prestazioni migliorate a fronte di un minimo aumento di prezzo, supporto per i file PCM fino a 32-bit/768 kHz e per i file DSD 512, manopola migliorata e un look più deciso, e naturalmente la stessa flessibilità offerta dal modello precedente, che permette di utilizzare il DAC in combo con altri amplificatori. Lo Zen DAC v3 è tornato per restare. Il rapporto qualità/prezzo si conferma eccellente.



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