
Abbiamo avuto modo di provare il nuovo Fiio K11, ultimo ritrovato della popolare casa produttrice cinese. La ditta si è costruita a buon diritto un nome nella fascia economica e ultraeconomica dei dispositivi per appassionati di alta fedeltà, e il K11 non si discosta dalla tradizione dei modelli precedenti: pochi fronzoli, buona costruzione, buon comparto tecnico, architettura compatta e buone performance di riproduzione sonora in rapporto al prezzo, in questo caso davvero minuscolo.
Si tratta di un DAC e amplificatore per cuffie con la possibilità di regolare il guadagno su tre livelli, con uscite da 4,4 e da 6,35mm, input USB, coassiali e RCA e un chipset di conversione digitale analogica interessante per il prezzo a cui è proposto il dispositivo, ovvero il CS43198. Altra caratteristica di rilievo è la potenza in uscita, fino a 1400mW a 32 ohm in bilanciato, il che significa che a parte cuffie davvero ostiche, il K11 è in grado di pilotare agevolmente tutti i modelli.
Ecco un breve estratto dalla scheda tecnica, per chi volesse subito alcuni dati alla mano:
- SoC: GD32F303RE, DAC:CS43198
- Decodifica USB: SA9312L
- Decodifica SPDIF: MS8422N
- AMP: SGM8262-2*2
- Dimensioni: 147x133x32.3mm
- Impedenza: PO: 8~150Ω – BAL: 8~350Ω
- Supporto PCM 384kHz/32Bit, segnali DSD256 nativi
- THD+N & Noise <0.0010% (1kHz/-14.5dB@32Ω) per uscita 4.4mm <0.00059% (1kHz/-8.1dB@32Ω) per uscita 6.35mm
Apprezzabile risulta la sezione di alimentazione a basso rumore (l’alimentatore, come di consueto, è incluso nella confezione). Come potrete vedere dalle foto, il dispositivo vanta un display chiaro e molto pratico e un intelligente sistema di controllo tramite manopola che rende il frontalino molto pulito e in generale semplifica molto l’utilizzo del dispositivo: la manopola regola il volume, naturalmente (con funzionamento a microscatti morbidi), permette accensione e spegnimento del K11 e premendola dà anche accesso al menu con tutte le funzioni.
È possibile switchare da USB a OPT a COAX IN, premendo più a lungo la manopola si accede invece alle altre impostazioni: il guadagno, anzitutto, l’uscita, il filtro digitale, la luminosità del display e il suo spegnimento, i segnali luminosi dei led sul pannello superiore, l’aggiornamento dei firmware e il reset delle impostazioni. Il manuale utente è comunque molto chiaro nell’indicare qualsiasi possibile customizzazione del dispositivo.
Dobbiamo dire che il sistema pensato da Fiio per interagire col dispositivo ci ha convinti: si tratta di un DAC/ampli creato per essere pratico, e i comandi tramite manopola e display sono facilissimi da usare e molto user-friendly, andando incontro alle esigenze di chi non ha molta pratica di apparecchiature hi-fi. In sostanza, qualunque settaggio si voglia impostare, basta andare nelle impostazioni e scorrere fino a trovare quello desiderato e regolarlo a proprio piacimento.
Nella confezione (una custodia in cartone con scatolini all’interno e sagomature in foam, simile a quella di altri dispositivi nella stessa fascia) troviamo, oltre al K11, il già citato alimentatore, un cavo USB, la guida utente, la garanzia e l’adattatore jack da 6.35 mm.
Volendo descrivere in maniera estremamente sintetica il K11, diremmo che è un apparecchio pensato per traghettare l’amante della musica in cuffia da ascolti casalinghi tramite smartphone o computer ad ascolti con un’elettronica estremamente poco costosa, ma già in grado di permettere un primo salto verso un suono più nitido e potente.
Recensione Fiio K11: come suona?
Come per ogni cosa in ambito hifi, il prodotto va commisurato al prezzo con cui viene proposto sul mercato. Nell’architettura low cost ideata da Fiio il chipset CS43198 sembra lavorare particolarmente bene. L’impronta sonora tende alla chiarezza e alla naturalità della riproduzione, senza colorazioni particolari, con un buon equilibrio tra le varie frequenze, per un risultato complessivo che appare ben ponderato, senza spike e sbilanciamenti degni di nota.
Stupisce inoltre la capacità del dispositivo, seppur collocato nella fascia di prezzo minima per un DAC+Ampli per cuffie, di restituire una sensazione di spazialità e una certa separazione degli strumenti.
La potenza non manca e anche la sezione di amplificazione è ben tarata verso l’obiettivo a nostro giudizio raggiunto: offrire un dispositivo estremamente economico, addirittura sotto i 140 euro, in grado di valorizzare cuffie economiche ma di una certa qualità, nonché di accompagnare senza problemi l’appassionato fino al successivo, più impegnativo impianto di ascolto in cuffia. Il tutto potendo pilotare un’ampissima gamma di cuffie, data la potenza del dispositivo.
Il K11 si difende anche con cuffie non proprio entry come le Hifiman Sundara, le Grado GW-100 o le Sennheiser HD600, tuttavia da tale livello di cuffie in su, ci appare consigliabile puntare a dispositivi combinati DAC+AMP relativamente più costosi, come il Fiio K7, volendo restare nel catalogo della ditta, o lo Zen DAC v2 di casa iFi.
Conclusioni

Se siete utilizzatori di cuffie collegate a smartphone o PC e state pensando che è giunto il momento di ascoltare meglio la vostra musica preferita, facendo il primo, ma importantissimo passo verso un’elettronica dedicata ad amplificazione e conversione digitale/analogica, con il K11 andate sul sicuro: è un ottimo apparecchio per scoprire la differenza che passa tra amplificazione e decodifica tramite elettronica dedicata e i modesti chipset integrati nel vostro smartphone o PC.

Voi cosa ne pensate?