
Le cuffie Audivina di casa Hifiman sono delle cuffie magnetoplanari, come quasi tutte quelle della ditta, closed back e spesso indicate come cuffie da studio. Nate come cuffie di fascia medio-alta, se non alta, dato il rapido calo di prezzo al dettaglio cui sono andate incontro (come altre cuffie Hifiman) sono a oggi delle cuffie di fascia media: il loro costo in Italia si aggira attorno ai 760 euro.
Oltre ad alcune tecnologie proprietarie ben note ai cuffiofili, questo modello della Hifiman presenta anche la “Curved Resonance Chamber”, ovvero implementa un sistema complesso di attenuazioni che permettono, nonostante il modello chiuso, di riprodurre brani dal palcoscenico sonoro ampio e verosimile, tecnologia che prende ispirazione niente meno che dall’architettura del Bayreuth Festival Theater in Baviera.
Ma andiamo con ordine. Tanto per cominciare, le Audivina sono davvero belle. Il design vede un archetto metallico con cinghia color cuoio e padiglioni in legno; anche grazie all’alta qualità delle finiture, l’impatto visivo è molto forte. Il guscio in legno rifinito è davvero splendido. Il design dell’archetto (ampiamente regolabile) è lo stesso impiegato dalla ditta per molti modelli di fascia alta come le HE-1000 e le Arya Organic di cui vi abbiamo parlato di recente, e gioca un ruolo molto importante: le Audivina pesano 470 grammi, per cui una progettazione attenta dell’archetto e dello scarico del peso sulla testa è fondamentale. Possiamo dire che, come per le altre cuffie che implementano questo sistema, il peso è scaricato molto bene e ciò permette lunghe sessioni di ascolto in poltrona o alla scrivania. Il dispositivo resta impegnativo da indossare, ma i cuscinetti mobili e l’archetto ben pensato permettono comunque delle sessioni di ascolto confortevoli.
Le Audivina sono vendute nel tipico scatolo di cartone della ditta e vengono presentate con un apprezzabile corredo di cavi di buona qualità: abbiamo un cavo con terminazione 6.35mm da tre metri, un cavo XLR bilanciato da tre metri e un cavo da un metro e mezzo con jack da 3.5mm, oltre alla travel bag per il trasporto delle cuffie. Ottima dotazione di accessori, quindi. Ecco un minischema delle caratteristiche tecniche:
- Risposta in frequenza: 5Hz-55kHz
- Impedenza: 20Ω
- Sensibilità: 97dB
- Peso: 470g

Altra caratteristica peculiare delle Audivina è il loro essere assai meno chiuse di quanto si potrebbe pensare, e questo in molti sensi. Anzitutto, una volta indossate la musica è udibile anche dall’esterno, sebbene a un volume assai flebile, e viceversa l’isolamento una volta indossate non è totale, pertanto le migliori esperienze d’ascolto si hanno comunque in luoghi non troppo chiassosi. In secondo luogo il modello fornisce ascolti che sfidano la concezione comune del tipico sound da cuffia chiusa, ma di questo parleremo dopo.
Come potreste già aver notato dalle specifiche tecniche, si tratta di una cuffia relativamente semplice da pilotare, che può essere abbinata a qualunque ampli/DAC per cuffie, sebbene sia consigliabile accoppiarla con elettroniche dignitose; volendo restare in casa Hifiman, un EF499 fornisce già delle buone performance ma naturalmente salendo di fascia con le elettroniche salgono anche i risultati, per cui con un EF600 la qualità complessiva della riproduzione arriva a essere completamente soddisfacente.
Anche questo modello utilizza due delle più tecnologia della casa cinoamericana: Stealth Magnets e Neo Supernano Diphragm, di cui vi abbiamo già parlato in passato. In estrema sintesi la tecnologia Stealth Magnets Design è stata teorizzata e realizzata per ridurre le possibili interferenze tra onde con una nuova architettura dei magneti al fine di ricreare un suono ancora più accurato e fedele, mentre il diaframma NEO Supernano, è una soluzione drasticamente più sottile rispetto a quelle adottate in precedenza, fattore che migliora ulteriormente il livello di dettaglio della riproduzione.
Come suona
Giungiamo quindi all’analisi della riproduzione sonora, prendendo a riferimento quanto ascoltato in combo con un EF600. Il timbro è sostanzialmente neutro, le Audivina non aggiungono nette colorazioni, tendono alla fedeltà, con un gran lavoro sotto il profilo del palcoscenico sonoro e della nitidezza, con bassi e medi piuttosto corposi e pieni e alti delicati, precisi, mai fastidiosi.
Il livello di recupero del dettaglio è molto elevato su tutte le frequenze, soprattutto nei medi e negli alti. Il soundstage è la sorpresa più grande: più ampio di quanto sarebbe lecito aspettarsi da una cuffia chiusa, con una lieve sensazione di riverbero in ambiente chiuso, ma ampio, che fa pensare a delle esibizioni dal vivo in club o in un ampio studio di registrazione. La collocazione degli strumenti e ottima, così come la separazione degli stessi, che trasmette la sensazione di essere attorniati dalla musica.
La grande pulizia nei medio-alti, altro fattore che fa sì che vengano spesso indicate come cuffie da studio, si combina a dei bassi presenti, pulsanti, con buona texture, che tuttavia non soffocano le altre frequenze; si fanno sentire ma restano parte di un tutto. Le Audivina, detta in altre parole, danno soddisfazione sui bassi, ma tendono comunque a una riproduzione equilibrata, pulita, abbastanza musicale da non diventare analitica, distaccandosi anche in questo da altre cuffie chiuse di valore.

Parliamo di performance di riproduzione studiate, fedeli, complesse, rapide e dettagliate, non di una cuffia chiusa con bassi preponderanti. Proprio per questo suo lodevole equilibrio complessivo, il lavoro di equalizzazione non è assolutamente una necessità, ma può essere un piacere per chi ama customizzare la resa sonora per adeguarla maggiormente ai propri gusti o a cosa si sta ascoltando in un dato momento. Il modello si presta molto bene a essere equalizzato, e i risultati che si possono raggiungere sono davvero notevoli, al punto che ci sentiamo di consigliare di provare anche a utenti meno esperti, poiché le Audivina possono dare grandi soddisfazioni in fase di customizzazione.

Come anticipato le cuffie performano bene anche con elettroniche di livello economico, ma è con l’EF600 che le abbiamo sentite dare il meglio. Un confronto dirette con cuffie chiuse della stessa fascia è piuttosto difficile, proprio perché le Audivina non sono le tipiche cuffie chiuse: la loro tendenza al neutro, all’equilibrato e al pulito, unito al soundstage inusualmente ampio, da sala concerto, le rendono uniche.
Il discorso sul prezzo è ovviamente importante, e sarebbe stato non semplice, se le avessimo ascoltate a prezzo pieno appena lanciate sul mercato con un cartellino da 2000 dollari sopra, ma oggi le Audivina costano 760 euro, e al loro prezzo, abbinate ad ampli/DAC di qualità formano un impianto in cuffia di assoluto rispetto, risultando fondamentalmente un vero affare. Ciò che prima era riservato a chi era disposto a spendere per comprare un dispositivo di fascia alta/high end è ora disponibile per tutti coloro che possono permettersi una cuffia di fascia media o poco più: la politica di deprezzamento dei dispositivi Hifiman, molto aggressiva, sta regalando tanto ai cuffiofili con budget relativamente limitato.
Concludendo, le Audivina sono uno dei modelli col miglior rapporto qualità prezzo nel suo segmento (insieme alle mitiche Arya Stealth), e non possiamo che consigliarle caldamente a chi vuole una cuffia chiusa in grado di offrire un soundstage molto appagante, buon dettaglio, timbro neutro e musicalità.


Voi cosa ne pensate?